Tifoseria amaranto: lo spirito della Reggina non è mai andato via

Nonostante la retrocessione nei dilettanti e le difficoltà societarie degli ultimi anni, la tifoseria della Reggina ha dimostrato un attaccamento alla maglia senza eguali. In tutta la stagione 2024-25, lo stadio Oreste Granillo è rimasto uno dei più frequentati d’Italia in categoria, superando regolarmente le 7.000 presenze.

L’entusiasmo non è mai venuto meno, nemmeno dopo l’esclusione dalla Serie B nel 2023 e la ripartenza dalla Serie D. Anzi, paradossalmente, l’amore per i colori amaranto si è rafforzato. Curve gremite, cori incessanti e coreografie commoventi hanno accompagnato ogni gara casalinga, trasformando il Granillo in una fortezza.

La Reggina ha chiuso il campionato con una delle migliori medie spettatori dell’intera Serie D italiana, confermando che la categoria non influenza il senso d’appartenenza. A Reggio Calabria si tifa per la maglia, non per la categoria.

Durante il match decisivo contro il Siracusa, valido per il primato nel girone, si è registrato un vero e proprio esodo di tifosi anche in trasferta, con oltre 1.000 supporter al seguito. Questo senso di comunità e militanza ha avuto un ruolo chiave nel percorso positivo della squadra.

Anche fuori dal campo, i tifosi si sono mobilitati: raccolte fondi, eventi culturali e incontri con le giovanili testimoniano un legame che va oltre il calcio. La Reggina non è solo una squadra, è un simbolo cittadino.

Con questa spinta popolare, il ritorno tra i professionisti appare solo una questione di tempo. Perché, come recita uno striscione storico della Sud: “Non importa dove giochiamo, importa solo chi siamo.”