Settore giovanile Reggina: ripartenza con focus su identità e territorio

La rifondazione della Reggina non riguarda solo la prima squadra. Uno degli obiettivi dichiarati della nuova società è il rilancio del settore giovanile, storicamente fucina di talenti del Sud Italia. Dopo la ricostruzione amministrativa, la dirigenza ha investito nuovamente su scouting, strutture e staff tecnico per rilanciare la “cantera” amaranto.

Il centro sportivo Sant’Agata, simbolo del calcio giovanile reggino, è tornato pienamente operativo. Sono ripresi gli allenamenti per le formazioni Under 15, Under 17 e Juniores Nazionale, con l’obiettivo di far emergere talenti locali e rafforzare il legame tra club e territorio.

Il rientro di Antonio Palumbo, classe 2005, è emblematico: cresciuto nel vivaio amaranto, aveva lasciato per fare esperienza altrove e oggi torna da protagonista, pronto a ritagliarsi spazio in prima squadra. Il club punta a rendere storie come la sua la normalità, non l’eccezione.

In parallelo, la Reggina ha avviato collaborazioni con scuole calcio e realtà dilettantistiche della Calabria, al fine di creare un bacino di reclutamento locale, con attenzione ai valori educativi oltre che tecnici.

La filosofia è chiara: valorizzare i giovani reggini, creare un’identità forte e dare sostenibilità al progetto. L’idea è che nei prossimi anni almeno il 30% dell’organico della prima squadra provenga dal vivaio.

Anche in Serie D, la Reggina vuole essere un modello di formazione, dentro e fuori dal campo. L’investimento nei giovani non è solo una necessità, ma una scelta strategica. È così che si costruisce il futuro, con radici forti e visione chiara.