Obiettivo Serie C: programmazione e ostacoli nel cammino della Reggina
Dopo la vittoria nei play-off del Girone I di Serie D, la Reggina ha dimostrato sul campo di meritare un ritorno nel calcio professionistico. Tuttavia, la promozione diretta non è arrivata, poiché non si sono liberati posti nella Lega Pro. Un esito amaro, ma che non cancella quanto costruito nell’ultima stagione.
La dirigenza amaranto, consapevole di questa evenienza, aveva già impostato un progetto pluriennale, basato su sostenibilità economica, identità territoriale e continuità tecnica. Il ritorno del marchio storico, l’ingaggio di un tecnico esperto come Trocini e una rosa competitiva sono stati solo i primi tasselli.
Ora si guarda alla stagione 2025-26 con rinnovata ambizione. La società punta a mantenere l’ossatura della squadra, trattenere i profili chiave e migliorare la profondità dell’organico. Le strutture, a partire dal centro sportivo Sant’Agata, sono state riattivate e adeguate ai nuovi standard.
Sul piano regolamentare, resta l’incognita dei ripescaggi. La Reggina ha già presentato tutta la documentazione necessaria in caso di vacanze d’organico, ma al momento non sono attesi posti disponibili. Sarà quindi probabilmente necessario riconfermarsi sul campo.
L’obiettivo è chiaro: arrivare primi nel girone e conquistare l’unico posto che garantisce la promozione. La società lavora già a stretto contatto con lo staff tecnico per iniziare la preparazione a luglio con idee chiare e organico definito.
Il percorso non sarà semplice, ma Reggio ha dimostrato di saper soffrire e ricostruire. L’ambiente è maturo, la squadra competitiva, e la piazza ha fame di professionismo. Serve continuità. Ma le basi per tornare dove la storia dice che la Reggina merita di stare ci sono tutte.